La battaglia di Adrianopoli così vividamente raccontata da Alessandro Barbero si completa con le straordinarie tavole di Sergio Toppi, uno dei più grandi disegnatori italiani. Attraverso il filtro dell’immaginazione di un illustratore vediamo i volti, le armi, la forza, l’efferatezza di chi portò il primo attacco vincente all’esercito di Roma.
La battaglia di Adrianopoli, combattuta fra i Goti e l’imperatore Valente nel 378 dopo Cristo, è comunemente considerata il momento d’inizio delle invasioni barbariche. In un soffocante pomeriggio di agosto, nelle polverose pianure dei Balcani, s’innescò la drammatica sequenza di eventi che nel volgere d’un secolo avrebbe portato alla caduta dell’impero romano d’Occidente. Quello scontro fu in realtà l’esito d’una cattiva gestione dell’immigrazione da parte delle autorità romane, il catastrofico scioglimento d’una brutta storia di profughi prima accettati e poi respinti, di vergognosi abusi e malversazioni nella gestione dei campi d’accoglienza da parte di un’amministrazione inefficiente e corrotta. Prima di allora una secolare politica dell’immigrazione, saldamente gestita dal governo imperiale, aveva consentito di accogliere pacificamente nell’impero un gran numero di barbari, e di impiegarli con successo per rivitalizzare l’economia. È in questo contesto che i Goti, un’intera popolazione in fuga da un paese in guerra, erano stati autorizzati a entrare nell’impero, con una decisione presa al massimo livello. Lo scandaloso trattamento cui furono sottoposti da parte di militari brutali e politici corrotti provocò una rivolta dei rifugiati, che finì per costare la vita all’imperatore e per segnare una svolta epocale nella storia del mondo.
La battaglia di Adrianopoli, combattuta fra i Goti e l’imperatore Valente nel 378 dopo Cristo, è comunemente considerata il momento d’inizio delle invasioni barbariche. In un soffocante pomeriggio di agosto, nelle polverose pianure dei Balcani, s’innescò la drammatica sequenza di eventi che nel volgere d’un secolo avrebbe portato alla caduta dell’impero romano d’Occidente. Quello scontro fu in realtà l’esito d’una cattiva gestione dell’immigrazione da parte delle autorità romane, il catastrofico scioglimento d’una brutta storia di profughi prima accettati e poi respinti, di vergognosi abusi e malversazioni nella gestione dei campi d’accoglienza da parte di un’amministrazione inefficiente e corrotta. Prima di allora una secolare politica dell’immigrazione, saldamente gestita dal governo imperiale, aveva consentito di accogliere pacificamente nell’impero un gran numero di barbari, e di impiegarli con successo per rivitalizzare l’economia. È in questo contesto che i Goti, un’intera popolazione in fuga da un paese in guerra, erano stati autorizzati a entrare nell’impero, con una decisione presa al massimo livello. Lo scandaloso trattamento cui furono sottoposti da parte di militari brutali e politici corrotti provocò una rivolta dei rifugiati, che finì per costare la vita all’imperatore e per segnare una svolta epocale nella storia del mondo.
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